Guga la Tartaruga




Guga la Tartaruga parlava la nostra lingua, ma solo quando c’era qualche cosa che la disturbava.


Viveva in armonia con la natura in un bel parco cittadino, circondata da alberi frondosi, cespugli, pozze d’acqua e come i suoi amici Scoiattolo e Gufo amava l’ordine e la pulizia.


Purtroppo nel parco cittadino, nonostante ci fossero decine di cestini, non c’era pulizia, perché esistevano i furbetti.


Chi erano i furbetti? Erano gli umani, che di giorno buttavano i mozziconi a terra senza usare i cestini, non raccoglievano la cacca dei loro cani e nel buio silenzioso della notte depositavano sotto i cespugli di tutto: dal televisore rotto alla friggitrice che non friggeva più, sperando di non essere visti.


Stanca di inciampare in ciabatte vecchie, in mascherine sporche, in oggetti che avrebbero dovuto stare in discarica e non sotto i cespugli, un bel giorno Guga chiese a Scoiattolo e a Gufo di fare una riunione per stendere un piano d’azione.


Dovevano assolutamente far passare la voglia agli umani di trattare il parco cittadino, la loro casa, come una grande pattumiera.

Quindi concordarono che solo spaventandoli a morte sarebbero riusciti a farli smettere.


Fu così che grazie a un altoparlante ancora funzionante trovato sotto i cespugli, a un intreccio di rami d’edera a forma di umano fatto da Scoiattolo, al nervoso sbattito d’ali di Gufo, al sussurro del vento tra le foglie e al chiarore della luna, riuscirono a creare lo spavento perfetto.


Quando nel silenzio della notte, dopo aver depositato il rifiuto, il furbetto stava per andarsene, ecco che, grazie alla voce di Guga amplificata dall’altoparlante, alle sue spalle improvvisamente sentiva un grido soffocato: Guuuuuuuuuuuuugaaaaaaa.


Guuuuuuuuuuuuugaaaaaaa: ora provate a leggere questo grido a voce alta, con la “u” dell’ululato del lupo alla luna piena e la “a” tremolante del fantasma a mezzanotte e poi sappiatemi dire se non vi spaventate pure voi!


Cosa succedeva dopo aver sentito il grido?

Succedeva che il furbetto si girava di scatto e gli sembrava di vedere anche un fantasma tremolante illuminato dai raggi della luna - il gigante di edera che Scoiattolo faceva danzare - mentre un minaccioso battito d’ali di un uccello notturno, che era Gufo, lo seguiva nella notte accompagnato da un lugubre sibilo di vento.


Quindi il furbetto cosa faceva? Si spaventava da morire, si riprendeva l’oggetto che aveva appena depositato sotto il cespuglio, se lo ricaricava in macchina e ritornava a casa promettendo a se stesso che il giorno dopo lo avrebbe portato in discarica.


E gli conveniva portarlo veramente in discarica il giorno dopo perché solo così facendo, il grido Guuuuuuuuuuuuugaaaaaaa avrebbe cessato di ronzargli nel cervello.


Ben presto più nessuno osó entrare di notte nel parco a depositare rifiuti, perché si diffuse la notizia che là c’era una cattiva magia che si attivava con coloro che non erano rispettosi dell’ambiente.


Bastava gettare a terra anche solo un piccolo mozzicone di sigaretta, che il terribile grido ti faceva passare persino la voglia di fumare!


Nessuno poteva sapere che in realtà questa era una bellissima installazione messa in opera da Guga e i suoi amici per convincere gli umani a essere civili.


Guga la Tartaruga, Scoiattolo e Gufo potevano ritenersi soddisfatti perché in breve tempo la loro casa, il parco cittadino, diventó uno splendore.


Finalmente pulito, illuminato dai raggi della luna, con la leggera brezza notturna e il canto delle cicale era diventato veramente magico.


In senso buono.



Gli Autori: Guga, Scoiattolo e Gufo